Lisa Bartali: “Il mio concetto di ciclismo urbano ispirato a nonno Gino”

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LA ROMOLA (SAN CASCIANO) – Al mercatino natalizio della Romola, nei giorni scorsi, abbiamo avuto il piacere di incontrare una espositrice d’eccezione: Lisa Bartali, nipote del grande ciclista Gino Bartali, campione indiscusso dagli anni ’40.

Legata alla Romola da un’amicizia profonda con alcuni abitanti, Lisa ha voluto essere presente al mercatino con il suo stand “Biciclettami”.

“Ho trentatrè anni – ci racconta Lisa – sono figlia del secondogenito, Luigi Bartali, ed abito a Firenze”.

“Dallo scorso anno – continua Lisa – ho voluto unire la mia professionalità nel campo della moda, acquisita presso diverse aziende fiorentine, alla mia passione per la bicicletta ed ho creato un mio blog (www.biciclettami.it), in italiano ed in inglese, che ha subito avuto un buon seguito”.

Lisa è portavoce di una nuova concezione di ciclismo urbano, volto non solo al rispetto per l’ambiente ma anche ad una rivalutazione dell’andare in bicicletta come stile di vita e collabora con il Comune di Firenze e con Uips per gli eventi legati alle due ruote.

Nel suo blog Lisa ha anche uno spazio dedicato a suo nonno Gino Bartali, raccontato attraverso i suoi ricordi personali ma anche attraverso gli eventi che si svolgono presso il Museo Gino Bartali, che da due anni è passato sotto la direzione dei Musei Fiorentini.

“Attraverso il mio blog – ci spiega Lisa – ho ritrovato anche alcuni gregari di mio nonno che ho intervistato. Cerco di tenere alta l’attenzione su questo sport che nel tempo ha perduto quel primato indiscusso dei tempi del nonno. Ma che ultimamente, soprattutto all’estero, sta tornando in auge: anche negli Stati Uniti dove sono molto seguita”.

Lisa ha ulteriormente investito su questa sua idea di ciclismo con una sua linea di accessori da lei disegnati e rigorosamente fatti in Italia, che si ispirano al passato nelle forme ma sono funzionali e versatili per la vita di tutti i giorni.

Come le borse porta-oggetti e la maglia con le tasche cucite sul petto: come le maglie di lana del nonno, in uso negli anni ’40 e ’50.

Lisa è cresciuta nella casa di famiglia in piazza Elia Dalla Costa a Firenze, in una casa piena di biciclette e trofei, dove il nonno Gino le insegnò ad andare in bicicletta.

“Un nonno – ci rivela Lisa – che non parlava molto della sua carriera e che io ho imparato a conoscere da adulta, come il campione che è stato, attraverso le sue interviste e i suoi libri”.

La vita passata accanto a questo nonno speciale ed i suoi insegnamenti sono oggi per Lisa fonte di ispirazione per il suo lavoro. Che guarda a un futuro in cui andare in bicicletta, soprattutto in città, possa diventare di nuovo un mezzo di spostamento funzionale ed ecologico.

Salutiamo Lisa chiedendole di lasciarci con un ricordo del nonno: “Mi ricordo che arrivavano anche cento lettere al giorno da tutto il mondo, e sulla busta c’era scritto solo Gino Bartali-Italy. Con la nonna ogni giorno si metteva a sedere, lei le apriva e lui le leggeva. Io guardavo questa pila di lettere e stavo in silenzio a guardarlo perché, anche senza parlare, percepivo la grande personalità di quest’uomo, che è stato per me indiscutibilmente importante”.

Silvia Luis

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