Champions Cup Fratres: ecco la Super TOP 7 di tutto il torneo. I migliori in assoluto

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SAN CASCIANO – Ultimo atto su SportChianti per la Champions Cup Fratres 2018 organizzata dalla Sancascianese Tornei.

Dopo aver seguito tutte le partite dei due gironi eliminatori, i quarti, le semifinali e le finali di Champions Cup e League Cup, la nostra redazione ha stabilito la Super TOP 7 di tutto il torneo.

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Il miglior portiere, i migliori difensori, centrocampisti e attaccanti: con l’aggiunta del miglior allenatore e di cinque in panchina.

Non è stato infatti affatto semplice scegliere, in un torneo nel quale il livello di chi scende in campo è ormai davvero altissimo… . Concedeteci almeno il “paracadute” di portarne qualcuno in panchina.

1 – CIAPPI (Team Poretti) – Scelto anche nel “terzetto” dei migliori da parte delle squadre che hanno selezionato i finalisti per il miglior giocatore del torneo, il portierone del Team Poretti (e del Cerbaia) si è confermato su livelli altissimi. Gli manca solo un salto di qualità per tenere a bada un caratterino a tratti un po’ troppo “fumante”.

2 – CONCATO (All Blacks) – Il capitano “barbudo” delle “furie nere” ha incarnato appieno lo spirito trasmesso alla squadra. Gruppo, garra, collettivo. E le sue rimesse laterali a “catapulta” sono state un rebus irrisolvibile per tutti gli avversari: decisive anche nella finalissima.

3 – TONGIANI (Shakhtar Negroni) – Lo schieriamo in difesa, anche se spesso ha giocato come laterale a tutta fascia. Contrasta senza paura, non molla un centimetro. Giocatore polivalente, instancabile, si è pure preso il lusso di segnare quattro reti. Certezza.

4 – BONARELLI (Shakhtar Negroni) – Capitan Shakhtar. In mezzo al campo a dirigere le operazioni, con decisione e geometria. Tante anche le incursioni sotto porta, con tre reti nei quarti di finale e una marcatura in semifinale. Forza tranquilla.

5 – POLI (Team Poretti) – Facilità di corsa. Calcia destro-sinistro senza problemi. Come tutti i ragazzi della “meglio gioventù” del Team Poretti in finale ha palesato un po’ di mestiere da mettere su. Ma c’è tutto il tempo del mondo.

6 – SANTUCCI (All Blacks) – A tratti ricorda il miglior Nicola Berti visto fra Fiorentina e Inter. Falcata ampia, corsa, resistenza, tiro potente, acrobazie ai limiti del possibile, fortissimo anche di testa. Anche lui fra quelli che si esaltano nella battaglia (a volte con un’esuberanza da tenere a bada). Dieci reti alla fine, decisivo nelle fasi finali.

7 – TAFLAY (Sultano B&C) – Capocannoniere con 18 reti. Miglior giocatore secondo le sedici squadre della Champions Cup Fratres. Quando tocca il pallone si notano categorie di differenza. Come fai a non metterlo lì davanti?

ALLENATORE LORENZO LORINI (All Blacks) – Serafico nella panchina “ruggente” delle “furie nere”, con i compagni di quelli in campo che ringhiano, il vice Puztulu che fa su è giù. Lorini osserva, mette qualche parola al momento giusto, distribuisce calma. E vince anche la “panchina di SportChianti”.

A DISPOSIZIONE

12 – CIANTI (ALL BLACKS) – Difficile la scelta fra lui e Ciappi. Portiere di grande affidabilità e sicurezza, in particolare con una difesa davanti che ne fa passare poche. Ma quando passano… trovano lui.

13 – DUPI (TEAM PORETTI) – Anche lui giovanissimo, anche lui in finale paga lo scotto di avere di fronte una formazione più esperta e rodata. Ma è soprattutto in semifinale che gioca, contro un cliente terribile come Lumachi, la miglior partita del torneo.

14 – YURI CALONACI (PORCELLONA) – Eccone un altro con un bel futuro davanti. Nei “ragazzi terribili” del Porcellona mette a segno otto reti e dà la sensazione di avere margini di miglioramento esponenziali.

15 – LOTTI (CUGINI DI ZAMPAGNA) – In una Champions 2018 sotto tono per i Cugini (che del resto hanno abituato tutti parecchio bene) il laterale appena approdato al Cerbaia si distingue per solidità e pragmatismo.

16 – ROSI (ALL BLACKS) – Anche qui… in panchina per modo di dire. Arriva a un soffio da Taflay in classifica marcatori, in finale ne butta dentro due. Si sbatte come un matto in fase difensiva, dimostra che si può essere bomber senza rinunciare alla squadra.

Pu.Ma.

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